Didattica

Spread su e titoli italiani giù. Che fare?

Ci risiamo.

L’Italia è di nuovo nell’occhio del ciclone, dall’insediamento del nuovo Governo lo spread sul Bund è andato via via allargandosi toccando un nuovo massimo in chiusura settimanale mentre la borsa è in discesa libera, da maggio ha perso il 20,7%! Una performance nettamente peggiore rispetto al -12,6% del Dax30.

Mi arrivano tante domande via email su cosa ne pensi e su cosa occorra fare…

Gli italiani sui temi economici che conseguono a scelte politiche si spaccano. Qui però non vogliamo fare politica. Questa non è nemmeno la sede per consulenze su dove investire, ci limitiamo ad alcune considerazioni di stampo generale che valgono sempre, non solo in tempi di spread sopra a 300.

I problemi dell’Italia derivano da lontano: il debito pubblico è sempre stato uno delle nostre caratteristiche, è arrivato però a soglie pericolosissime, ed è ciò che ci espone alle critiche degli altri Paesi. L’aggravante è che dai primi anni 2000 l’Italia, dall’introduzione dell’euro ha anche perso competitività, schiacciata da una pressione fiscale, da una burocrazia e da dati demografici che non aiutano a risollevarci.

In un contesto da cui non sarà facile uscire tutto può accadere… E quando si è in presenza di terreni inesplorati valgono ancora di più le regole base di ogni asset allocation strategica.

Occorre diversificare per:

  • banca di appoggio, soprattutto per capitali elevati > 100 mila €;
  • valuta: investimenti in valute diverse dall’euro sono assolutamente da considerare;
  • un bene rifugio che non è di gran moda ma che rimane un asset difensivo da non trascurare è l’oro;
  • anche il rischio emittente non è da trascurare, anche se ci posiziona su titoli di Stato…

Fatte queste premesse, la mia opinione, che potrebbe essere smentita anche da domani, è che lo spread rimanga ancora sotto pressione ma che difficilmente possa raggiungere i livelli del 2011, anche se ci sono alcune spade di Damocle che pendono come il giudizio sul rating e la fine del QE.

Tecnicamente siamo arrivati su supporti decisivi del BTP da cui mi attenderei una reazione di breve, il peggio per un po’ potrebbe essere stato scontato. In caso di cedimento dei supporti il trend ribassista si consoliderebbe ulteriormente.

Per quanto riguarda le azioni chi ha seguito i miei webinar didattici e report ha saputo bene come gestirsi dato che da inizio maggio avevo messo in guardia su una probabile discesa del mercato italiano.

Per approfondimenti sulla situazione italiana consiglio la lettura del libro: “La crisi economica italiana ed il macigno del debito” di Mazziero-Lawford, Hoepli.