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Report: Un toro stremato dal caldo

Torniamo a pubblicare il report settimanale dopo un mese e mezzo di pausa estiva. Cosa è cambiato da metà luglio? Allora scrivevamo: “[SP500] Rimane per ora un mercato da comprare, non sui massimi, ma da comprare. Vedremo se la correzione degna di questo nome arriverà  proprio a ad agosto come due anni fa…”. Possiamo rispondere che non è cambiato nulla sugli Stati Uniti, o quasi, mentre i mercati europei, Dax ed Eurostoxx in particolare, mostrano segni di affaticamento, per non parlare di vero e proprio deterioramento del trend rialzista. Il mercato più in salute rimane il Ftsemib.

Guardiamo nel dettaglio la situazione.

FTSEMIB: Giudizio BULLISH da dicembre. Il Ftsemib ha allungato oltre i 21700 affacciandosi anche oltre i 22000 punti, se non fosse per la divergenza rispetto al Dax grosse incertezze non ci sarebbero nel guardare direttamente al target successivo a 22800 punti.

DAX30: Il Dax ha preso una brutta piega come dimostra il canale discendente tracciato in giallo. Per fortuna i 12000 punti in agosto lo hanno tenuto a galla, ma siamo sul filo del rasoio, o risale con un bel colpo di reni o si rischia, sotto i 12000 punti di passare da bullish a bearish, almeno nel breve. 

S&P500: Il toro si è indebolito, l’orso ha dato una zampata in agosto con una impennata di volatilità ma i supporti reggono, non è il momento ancora per pensare a short di ampio respiro. BULLISH.

BUND: Situazione di stallo, moderatamente rialzista. Resistenza a 165 (colpito il target per chi segue la rubrica roboadvisor daily) e supporto a 160.

EURO DOLLARO: Il nuovo trend rialzista dell’euro non ci aveva colto alla sprovvista, così come l’arrivo a 1,20 nei report per i clienti. Questo è l’ostacolo più duro sa superare, sarebbe lecito attendersi una correzione verso 1,18..

DISCLAIMER: I risultati passati non costituiscono alcuna garanzia di ottenerne di simili in futuro. Chi investe o esercita una attività  speculativa lo fa sotto la propria responsabilità, conscio dei rischi intrinsechi e delle perdite che una tale operatività  può generare.

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