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Roboadvisor: tra realtà ed illusione

Dopo aver pubblicato a fine anno i risultati del servizio Hybrid Robo-advisor  (rivolto a risparmiatori con basso profilo di rischio) questa settimana aggiorneremo i risultati anche degli altri servizi di advisory per heavy trader.

Il servizio roboadvisory, che si basa su ordini daily su futures ed azioni (oltre a un portafoglio di bond, anche se meno seguito) ha avuto un ottimo 2016, fatto di profitti elevati sia su futures che su azioni. Proprio perché il servizio è andato molto bene l’occasione è propizia per fare delle riflessioni sulla psicologia dei trader / risparmiatori e su cosa ci propone oggi il mondo della finanza on line e dei social network.

Detailed equity curve del servizio roboadvisory su futures a confronto con l’andamento degli abbonati (linea azzurra)

Qui sopra vedete l’andamento dell’equity line dettagliata in verde e rosso della parte futures su un ipotetico (nel senso che si tratta di capitale consigliato, poi c’è chi può usarne di meno, chi di più) capitale di 80 mila € tradato con i lotti minimi (1 per ogni future ad eccezione del Ftsemib che tradiamo con 2).

Ci sono stati tre picchi bene evidenti: uno a inizio anno, con l’impennata ribassista di volatilità, un secondo picco a giugno grazie al secondo grande ribasso, poi un drawdown in coincidenza col lungo laterale delle borse e infine l’impennata finale culminato con 5000 € di profitti di posizioni aperte a fine 2016 e chiuse a inizio 2017.

L’andamento sulle azioni è stato simile. Picco a giugno con molte posizioni short sulle banche arrivate a guadagnare anche oltre il 30%, poi una fase prolungata di falsi segnali con riduzione degli stessi su un paniere più basso e impennata finale col rally di Natale con le perle di Saipem e Banco BPM (oltre +20% di performance).

Alla fine prestazioni di tutto rispetto, se consideriamo i tassi a 0, la discesa dell’obbligazionario e che molti promotori finanziari sono alle prese in queste settimane con le lamentele dei clienti che hanno visto performance negative dei loro fondi obbligazionari o bilanciati europei, molti avrebbero di che leccarsi le dita….

Se guardiamo alla linea blu rappresentato dal numero degli abbonati della rubrica possiamo osservare un fenomeno per alcuni curioso ma coerente con quello che si scrive e si racconta da anni in libri e seminari. Gli abbonati sono aumentati mano a mano che nel primo trimestre il servizio macinava profitti, in particolare tendono ad aumentare significativamente dopo la pubblicazione di un picco. Nelle fasi di drawdown il numero di abbonati crolla. Fino al prossimo ciclo.

Il bello è che c’è chi riesce a perdere soldi con una equity line crescente. Alcuni si sono abbonati dopo il picco di giugno (dopo aver perso soldi sul ribasso la gente ha cercato qualcuno cui attaccarsi e che li aiuti), ma proprio questi sono gli stessi che da lì a pochi mesi hanno riperso soldi in drawdown e non hanno rinnovato il servizio perdendosi il run up che li avrebbe ripagati con gli interessi.

Se si tratta di fondi comuni o di titoli comprati in self service i trader / risparmiatori non vendono mai e sopportano perdite rovinose. Se si tratta di seguire segnali di trading dopo poche stoppate per contenere i rischi mollano.

La disciplina e la coerenza, una volta sposato un metodo sono il primo requisito per avere successo negli investimenti in borsa.

Non credete alle pubblicità ingannevoli che si vedono sulle opzioni binarie foraggiate da broker poco seri o dai commenti sui social, pure foraggiati da introducing brokers pagati in nero con i rebates. Non si diventa ricchi dall’oggi al domani guadagnando tutte le settimane. Per vedere il sole occorre anche passare dalla notte.

Altre volte ho scritto che le aspettative di chi approccia con poca competenza il mondo del trading non sono realistiche. Dovrò mantenere la parola e farci presto un video e un articolo ad hoc per spiegare meglio cosa significa ai neofiti (e a qualche sprovveduto).

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