Le bufale del web sul trading

Nell’era di internet 2.0, ossia nella fase del boom social network, veicolare informazioni è molto più facile di una volta.

Le informazioni viaggiano veloci, talmente veloci che vengono consumate e commentate spesso leggendo solo il titolo, senza aprire i link, senza leggerne i contenuti.

Questo porta in molti casi ad alimentare la disinformazione più che l’informazione corretta perché le bufale del web spesso non vengono verificate (per molti è troppa fatica documentarsi con un motore di ricerca o chiedere ai meglio informati…).

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Photo, http://ilquotidianoinclasse.quotidiano.net/

Ecco che per esempio ogni tanto girano sui social baggianate spaziali inimmaginabili, spesso in forma di catena di Sant Antonio: tra le più ricorrenti ricordo “Facebook a pagamento”, gli avvertimenti sul virus “la danza del Papa”, ecc… ecc…

Tanto più siamo in presenza di una bufala tanto più questa viene condivisa.

Nel trading è la stessa cosa.

Oggi ero a pranzo tranquillo in un ristorante con famiglia e parenti e mi arriva un messaggio via Messenger di una persona che mi segue da anni sui social che mi chiede: Ciao Enrico e Buona domenica. Solo un’info al volo: ho sentito voci di un modulo ” segreto” di VT per l’invio ordini in automatico, che in Italia non si potrebbe vendere per il discorso normativo. Che tu sappia esiste o è una bufala? Grazie.”

Confesso che come ho scritto a chi mi ha contattato una richiesta così è deprimente perché non viene da un neofita ma da una persona che presumevo che ogni tanto leggesse quel che scrivo… Da 15 anni oramai faccio il trader e a margine anche tanta didattica gratuita sui trading systems: ho fatto video, ho scritto libri, articoli, ho realizzato un sito ricco di informazioni e contenuti e … Con domande così cadono le braccia ma vediamo di tirarsele su e usare questo quesito per un nuovo articolo costruttivo ed informativo.

Il trading automatico in Italia (effettuato con listati propri o di terzi da un pc o VPS di proprietà)non è vietato da alcuna normativa, era una bufala che girava nel 2005, in attesa che Consob si esprimesse in merito (eravamo ancora agli esordi in Italia). Il primo broker in Italia a proporre gli automatismi se la memoria non mi inganna fu Intesatrade proprio nel 2005 (con eSignal + T3 dove diedi una mano a risolvere alcuni problemi di collegamento e feci da beta tester), seguirono Iwbank e poi in tempi abbastanza recenti prima Banca Sella e poi Directa.

Ad essere vietato in Italia è invece il Mirror trading (potete leggere qui un articolo di Milano Finanza del 2012). Chi propone il trading automatico con segnali di terzi è come che offra in pratica un servizio di gestione e deve essere una SGR autorizzata, altrimenti commette il reato di gestione surrettizia.

Veniamo alla seconda parte della domanda: Directa fa trading automatico con Multicharts, con VT5 no ma utilizzando le API un bravo informatico potrebbe agganciarsi da sé la Visual Trader. Come soluzione pronta all’uso utilizzando VT5 per produrre i propri segnali c’è l’utilizzo di Widetrader con la quale si possono spedire segnali da VT5 (o Metatrader, Excel, Multicharts, Tradestation ed altri) a Iwbank, Sella, tutti i broker che usano Patsystem, Interactive Brokers, AllX, ecc… Si veda lo schema sottostante.

Sul sito potete trovare svariati video di approfondimento alla sezione didattica.

Due parole infine sulle proprie fonti informative. Prima di prendere cantonate sarebbe meglio verificarle. E’ vero che questo è un settore autoreferenziale dove si vedono curriculum di trader strampalati ed improvvisati ma non è impossibile con un po’ di pazienza ed acume verificare (ad esempio con linkedin) i curriculum e discernere la qualità…

VT

 

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